Ben tornati oggi vorrei parlarvi della possibilità di comprare in modo sicuro e semplice on line Oro e monete da investimento attraverso un E-Commerce. Cosa deve fare il consumatore e cosa deve verificare perché i suoi acquisti siano sicuri?

Facciamo un po’ di chiarezza: Il termine e-commerce è un sostantivo di uso comune che ha come significato “L’insieme delle attività di vendita e acquisto di prodotti effettuato tramite Internet.” E’ la trasposizione delle attività di vendita effettuate nei negozi fisici nel mondo internet.

Il termine, nella sua forma estesa di commercio elettronico è  stato coniato alla fine degli anni settanta e stava ad indicare l’ invio, in forma elettronica, di documenti di vendita tra grosse aziende, tramite il protocollo di comunicazione chiamato EDI Electronic Data Interchange. Quindi il semplice passaggio documentale tra due sistemi informatici.

Con la diffusione di internet, il termine commercio elettronico, ha assunto l’attuale connotazione di vendita ed acquisto di prodotti e servizi tramite siti web.
Esistono diverse tipologie dell’ e-commerce che vengono contraddistinte dal tipo di cliente a cui il negozio elettronico si rivolge. Le principali suddivisioni sono:

  • Business to Business (B2B)
  • Business to Consumer (B2C)

Il fenomeno dell’e-commerce, oggi, ha assunto una dimensione tale da essere l’ unico settore economico che cresce a due cifre.

Il valore economico del settore è stato, nel 2017, pari a 2.290 miliardi di dollari con uno strabiliante, in considerazione della crisi economica di molti settori, +23% rispetto l’anno precedente. Si stima che entro il 2021 il valore economico del settore, sfonderà i 4.500 miliardi di dollari.

Tanto più che la Direttiva 2000/31/CE stabilisce che si possa avviare un e-commerce senza autorizzazioni preventive (fermi restando i requisiti professionali per lo svolgimento di specifiche attività).

Rimangono gli obblighi formali di presentazione di una SCIA ( Segnalazione Certificata di Inizio Attività ) presso lo sportello SUAP ( Sportello Unico per le Attività Produttive ) del proprio Comune.
Occorre inoltre comunicare all’ Agenzia delle Entrate l’indirizzo del sito di E-Commerce, i dati del Provider, numeri di contatto telefonici ed e-mail e qualora si venda anche ad utenti esteri è necessaria l’ iscrizione al VIES.

Spesso le micro_ imprese, aprono e-commerce, senza la benché minima preparazione tecnica e senza la conoscenza delle normative, ma semplicemente pubblicando il proprio sito senza aver adempiuto agli obblighi di comunicazione al proprio Comune ed all’ Agenzia delle Entrate, ma soprattutto pubblicando un sito “fai da te” che non rispetta nessuna norma sul commercio elettronico.

Così facendo mettono in pericolo la propria attività, ma soprattutto i propri clienti.

Definizioni giuridiche e riferimenti normativi italiani per un E-Commerce:
Sotto un profilo prettamente giuridico, un sito web è paragonato ad un archivio in formato digitale con dati di diversa natura (testi, immagini, foto ed audio ad esempio). 
Come tale è soggetto al rispetto della normativa sul Diritto di autore che in Italia è ancora disciplinato dalla Legge 22 aprile 1941, n. 63 e successive modifiche.

I siti di commercio elettronico italiani debbono ottemperare al Decreto Legislativo numero 70 del 9 Aprile 2003, il quale ha recepito la Direttiva Comunitaria n° 2000/31/CE definita proprio “Direttiva sul Commercio Elettronico”.

Questa disciplina si applica a tutti quei siti di e-commerce, anche non remunerati di tipo B2B (Business to Business ) e B2C ( Business to Consumer), non è invece applicabile, al momento al settore del C2C (consumer to consumer ), ovvero alle trattative on line tra utenti privati.

Cosa prevede la normativa e-commerce italiana?
Il  D.Lgs. 70/2003 si applica a tutti coloro che hanno un sito di commercio elettronico, indistintamente che siano persone fisiche o giuridiche e dall’ altra ““soggetto che, a scopi professionali e non, utilizza un servizio della società dell’informazione, in particolare per ricercare o rendere accessibili informazioni” (art. 2)”.

Il decreto ha introdotto: l’obbligo di inserire informazioni sul venditore sul sito web – norme sulla tipologia di comunicazioni pubblicitarie – norme sulla contratto telematico – alcune responsabilità dei provider fornitori del servizio web ove viene ospitato il sito di e-commerce.

Oltre al D.lgs 70/2003 chiunque possegga un sito di e-commerce ha l’ obbligo di ottemperare anche alle norme del Codice del Consumo ( D.Lgs 6 Settembre 2005 numero 206 ) per la tutela del consumatore.

L’ articolo 7 del D.lgs 70/2003 obbliga, i possessori di un sito e-commerce a pubblicare e mantenere aggiornati, in modo chiaro e facilmente accessibile all’ utente, le seguenti informazioni:

  • dati o ragione sociale del proprietario
  • domicilio o la sede legale
  • contatti
  • numero di iscrizione al REA o al registro delle imprese, nonché partita IVA
  • estremi di concessioni, licenze od autorizzazioni e dell’autorità di vigilanza

Deve poi obbligatoriamente essere chiaro nell’ esposizione dei prezzi al pubblico e deve definire le condizioni di fornitura in modo che l’utente comprenda bene cosa si accinga a comprare, a che prezzo ed a quali condizioni di vendita.

Sempre a tutela del consumatore, il proprietario del sito di e-commerce, ha l’obbligo di mettere a disposizione dell’utente, oltre alla semplice e-mail, anche altri strumenti di contatto, quali ad esempio, numeri di telefono, al fine di porre in essere, uno strumento alternativo di contatto, qualora l’utente finale, sia impossibilitato all’ accesso in rete ( Sentenza 16/10/2008 C-298/07 ).

Chiunque non ottemperi a questi obblighi di trasparenza, rischia una sanzione amministrativa fino a 10.000€.

Inoltre il titolare del sito internet deve obbligatoriamente, pubblicare la propria partita iva in home page, secondo l’art.35 del Decreto Iva ( D.P.R 633/1972 ) e successiva risoluzione dell’ Agenzia delle Entrate n° 60 del 2006.

Qualora il sito di e-commerce sia di proprietà di una società di capitali ( es: srl o spa ) gli obblighi di trasparenza verso l’utente aumentano. Infatti l’ art. 2250 comma 7 del Codice Civile obbliga la pubblicazione sul sito anche delle seguenti informazioni:

  • sede legale
  • iscrizione al registro imprese
  • numero di Rea
  • capitale sociale versato
  • eventuale stato di messa in liquidazione
  • eventuale esistenza di un socio unico

Nella prossimo podcast andremo a esplicare meglio tutte le normative riguardo l’uso di immagini provider e modalità di pagamento nel sito e-commerce al fine di tutelare il consumatore. Non esitate a lasciarci vostri commenti o domande che verranno ascoltate dai nostri consulenti al fine di darvi una gradita risposta.

Grazie.
A presto.

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