Negli ultimi due Podcast ho cercato di spiegarti quanto sia stato complesso scegliere il prodotto ideale, tra i Beni di Rifugio, che potesse soddisfare le esigenze dei miei clienti.

Quando con i clienti parli di soldi da investire, spesso quei soldi, rappresentano i loro risparmi: naturalmente sono contento e soddisfatto perché ho conquistato la loro fiducia, vuoi per il lavoro fatto ed i risultati ottenuti, vuoi perché hai cercato, dove possibile, di soddisfare le loro esigenze, però ti rendi conto che, allo stesso tempo, la responsabilità di parte del loro futuro….ti affidano, in un certo senso, la loro tranquillità e la loro serenità futura, e quindi il prodotto, o la gamma di prodotti, che gli vai a proporre dovrebbero essere i più solidi e sicuri conosciuti sul mercato se questo, naturalmente, è quello che cerca il cliente: solidità e sicurezza.

Effettivamente i miei clienti cercavano proprio questo e, come ti dicevo, ho scelto l’Oro Fisico perché con quel prodotto ero sicuro di rispondere alle loro esigenze.
In realtà pensavo anche che la ricerca fosse finita ed invece era necessario fare ancora un passo in avanti: capire se fosse stato meglio proporre ai miei clienti Oro Fisico od Oro Finanziario, quello speculativo.

Diciamo che già la parola “speculativo” poteva farmi intuire le caratteristiche di questo prodotto ma non conoscendolo concretamente poteva essere un rischio sottovalutarlo e non approfondire la cosa.

Cos’è, quindi, l’Oro finanziario?

L’Oro Finanziario è conosciuto anche come “Oro di Carta”. Possono essere Certificati emessi da banche od istituti finanziari, “libretti di risparmio” rappresentativi di metalli preziosi, fondi partecipativi del mercato futures ed altri prodotti conosciuti come ETF od ETC.

I Certificati di Investimento sull’oro, gli ETC/ETF o fondi simili sono prodotti derivati, il cui valore dipende direttamente dall’andamento dell’oro ma agli investitori si evita il rischio ed i costi associati al trasferimento, all’assicurazione ed allo stoccaggio di lingotti fisici, praticamente sottoscrivi esclusivamente un “contratto”.

Va bene, potrei proporre ai miei clienti un prodotto quindi facilmente gestibile e che, praticamente, ti permette di risparmiare sui costi di gestione.
Ma la domanda è stata : alla fine il mio cliente, quando decidere di chiudere il “contratto”, può avere il suo Oro Fisico?

Sebbene questi prodotti siano realmente influenzati dai prezzi dell’oro di cui sono rappresentativi, in realtà, non danno il diritto alla conversione; nella documentazione che si devi sottoscrivere per l’emissione di questi prodotti si specifica, infatti, in modo chiaro che le somme depositate non rappresentano il diritto alla conversione in metalli preziosi delle stesse.

Va bene, poco male, magari il cliente non vorrà nemmeno il lingotto alla fine.

Il punto importante sul quale dovevo essere certo, però, era che il capitale investito in quel prodotto di carta fosse comunque contro-garantito, per il suo valore e per tutto il tempo in cui rimaneva attivo, con Oro Fisico in modo da essere completamente sicuro dell’investimento che proponevo al mio cliente.

NO, nemmeno questo è possibile; le società che acquisiscono denaro da un depositante generalmente non acquistano oro fisico. E’ come vendere i metalli preziosi allo scoperto.

Alla fine, quindi, Sì l’Oro finanziario segue l’andamento del valore quotato dell’Oro ma non è garantito dallo stesso, quindi, nessuna sicurezza del capitale ed essendo strumenti emessi da una banca, soprattutto i certificati, sono anche esposti al rischio di default dell’emittente.
Tutto questo mi ha portato a pensare che “l’Oro di carta” sia uguale ai classici strumenti speculativi con tutti i rischi annessi e connessi …niente sicurezza e poche garanzie, quindi, un prodotto sicuramente ideale per investimenti nel breve periodo.

OK, questo è l’Oro Finanziario – quello di carta – e l’Oro Fisico invece?

L’Oro Fisico da investimento, invece, si riferisce all’acquisto di lingotti o monete (come la sterlina d’oro od il marengo) che negli ultimi anni hanno rappresentato addirittura circa il 27% della domanda globale di oro. L’investitore, in questo modo, può decidere di acquistare e detenere oro in lingotti, ad esempio, scegliendone anche la dimensione (50g. 100gr. 250gr. fino al kg.) e custodirlo dove vuole.
E’ effettivamente proprietario dell’oro, dei grammi (non di un pezzo di carta) e non subisce un eventuale rischio dell’emittente in quanto il prodotto è totalmente nelle sue mani, è fisico, ed il suo valore seguirà comunque quello quotato.

Il cliente che decide di investire in Oro Fisico, inoltre, gode dell’esenzione IVA e dunque non dove pagare il 22% del valore del metallo acquistato ed essendo questo, un prodotto per investitori nel medio-lungo periodo, potrebbe essere lasciato in successione a chi si vuole anche senza passare dalla pratica testamentaria.

Perfetto. Ero ancora più convinto che fosse quello che cercavano i miei clienti.

Rimaneva solo la questione della custodia dei lingotti; il possesso di metallo fisico sembrava comportasse lo svantaggio principale , rispetto agli investimenti cartolarizzati, in quanto c’erano costi aggiuntivi per la custodia e l’assicurazione.

Ho voluto verificare anche questo punto e mi sono accorto che le commissioni annuali per mantenere aperta la posizione richiesta dalle banche o dalle società emittenti dell’”Oro di Carta”, risultavano spesso superiori, in percentuale, rispetto ai costi che sostiene il cliente nel gestire l’Oro Fisico.

Bene, maggiore tranquillità anche su questo punto…da quanto poi è nata GoldCare, l’azienda che ho fondato nel 2017, posso dire che questi costi annuali di custodia e di assicurazione sono davvero irrisori se non nulli per i nostri clienti.

Ok, anche questo appuntamento termina qui.

Nel prossimo incontro ti spiegherò come queste caratteristiche ed informazioni sull’Oro Fisico sono state trasformate nella soluzione per i miei clienti.

A presto e buona giornata.

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